Londra: cinque locali dove mangiare come un londinese

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Silvia Demik - The food traveler



Ogni volta che torno a Londra mi sento dire che in Inghilterra si mangia male. Prima di partire, oppure quando torno, trovo puntualmente chi afferma che non ci sia niente da mangiare, che sia impossibile cenare dopo le otto di sera, che ci siano solo dei fast food. Ho già parlato in altre occasioni di alcuni posti che mi piacciono in maniera particolare a Londra, e ho pensato di raggruppare i miei preferiti, nell’attesa di tornarci.

The Mayfair Chippy

L’ho scoperto per caso, dopo un pomeriggio di shopping a camminare su e giù per Oxford Street. Il Mayfair Chippy si trova in una delle tante stradine della centralissima zona Mayfair e, nonostante il quartiere sia molto posh, il locale è semplice e accogliente. Il rigore del pavimento a scacchi e delle piastrelle bianche alle pareti è interrotto dai tavolini di maiolica: coloratissimi, uno diverso dall’altro. La specialità del Mayfair Chippy è il fish & chips, anche da asporto.

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Non ci sono molti coperti perché il locale è piccolo, per cui è importante prenotare, soprattutto durante il fine settimana. Ottima la selezione di birre per accompagnare gli antipasti: il mio preferito è l’insalata di granchio con finocchio e ravanelli. Come portata principale si possono scegliere le quattro varianti del loro famoso fish & chips: merluzzo, eglefino, scampi e platessa. Per chi non mangia pesce c’è lo shepherd’s pie, il pasticcio di agnello.
Tra i dolci, l’apple crumble e la cheescake al limone.
Metropolitana: Marble Arch (Central Line)

St. John Bread & Wine

Non lontano dall’Old Spitalfields Market, nell’East End londinese, si trova il St. John Bread & Wine: è il “fratello minore” del più noto St. John di Clerkenwell, dove lo chef Fergus Henderson coniò la filosofia del nose to tail eating. La sua visione innovativa ebbe il merito di rivoluzionare il modo di approcciarsi alla cucina, e il libro omonimo pubblicato nel 1999 divenne oggetto del desiderio dei cuochi e degli amanti del cibo. La teoria di Henderson sovvertiva la gastronomia dell’epoca, sostenendo che non si dovesse buttare via niente. Tutto ciò che un animale offre va mangiato, incluse le orecchie, le interiora, la coda. Altrimenti sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti dell’animale.

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L’interno è minimal, con i pavimenti e le pareti bianche. Non c’è nulla di superfluo: l’arredamento è ridotto allo stretto necessario. La cucina è a vista, con gli chef intenti a preparare i piatti del menu suddiviso non in base al tipo di portata, ma a seconda delle ore della giornata. Il filo conduttore è la tradizione: i piatti vengono cucinati e serviti in maniera semplice, senza sprecare nulla. Ottima l’insalata di zucca con yogurt e zuppa di carciofi, così come il vitello arrosto e la potted hare, carne di lepre macinata, cotta nel suo sangue con l’aggiunta di vino rosso e conservata nel bacon. Per i gruppi di almeno dieci persone è possibile ordinare il suckling pig, il maialino arrosto, ma è necessario prenotare in anticipo.
Si conclude con il dolce: dal più classico apple crumble allo steamed date sponge, una sorta di pan di spagna ai datteri.
Metropolitana: Liverpool Street (Circle Line; Metropolitan Line; Hammersmith & City Line)

The Windsor Castle

Quella del Windsor Castle è stata un’altra scoperta casuale. Pioveva, volevamo tornare in albergo, i treni erano stati soppressi, quindi ci siamo incamminati verso Kensington High Street per trovare un percorso alternativo. Lungo il percorso veniamo distratti da un edificio che sembra uscito dal passato: a due piani, con la facciata intonacata di bianco e un glicine che dalla porta sale alla finestra del piano superiore. L’amore per questo pub d’altri tempi in pieno centro dura da quel pomeriggio tempestoso, e ha resistito nel corso degli anni.
All’interno del Windsor Castle il tempo si è fermato: il pavimento dell’anteguerra scricchiola in maniera preoccupante una volta varcata la soglia, il soffitto è basso e l’illuminazione scarsa. Il ragazzo dietro al bancone – forse sempre lo stesso da anni – non alza gli occhi dai bicchieri che sta asciugando, per cui conviene cercare un tavolo libero nella saletta accanto all’ingresso.

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Nessuno verrà a chiedervi se avete scelto cosa mangiare, per cui si fa come in un villaggio sperduto delle Cotswolds: si va al bancone, si ordinano due pinte e si scelgono i piatti direttamente dal menu scritto sulla lavagna, tra cui salmone marinato nel gin e tagliere di formaggi, guancia di vitello con purè di patate e verdure, pasticcio di pollo e prosciutto con carote, cheesecake ai mirtilli. Se non piove e se c’è posto, si può cenare nel beer garden sul retro del locale.
Metropolitana: Notting Hill Gate (Central Line; Circle Line; District Line) 

Petersham Nurseries

È la destinazione ideale per una gita fuori porta se si è a Londra per qualche giorno. Bisogna spostarsi a sud del Tamigi, tra i sobborghi londinesi di Richmond e Twickenham. La particolarità di Petersham Nurseries è il fatto che il ristorante si trova all’interno di un vivaio, al confine con Richmond Park. Inaugurato nel 1970 come garden centre per la vendita di fiori e piante, nel 2004 venne completamente rinnovato. Da allora, oltre ad acquistare erbe aromatiche, articoli di artigianato o di arredamento da giardino, i clienti possono anche pranzare nella teahouse allestita sotto le volte della vecchia serra di vetro. L’impegno e la dedizione della brigata di cucina, sotto la direzione della chef Skye Gingell, ha permesso di ottenere un risultato importante nel 2011 con la stella Michelin. Da un paio di anni il comando è stato assunto da un’altra donna, Lucy Boyd, che cura il menu ispirandosi a ciò che è di stagione e agli ortaggi coltivati nel vivaio. Ottima la zuppa di eglefino affumicato e finocchio servita con pane tostato, oppure la quiche alle verdure e formaggio o, ancora, il pasticcio di pollo e porri.

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Alla fine del pasto ci si può fermare ancora un po’, bevendo un tè caldo o una limonata fresca, a seconda della stagione, godendosi l’atmosfera country chic della serra con i suoi tavoli d legno traballanti, le sedie arrugginite una diversa dall’altra, i vasi con le piante aromatiche sistemati sul tavolo, le decorazioni che sembrano arrivare da un mercatino delle pulci. Dopodiché si è pronti per affrontare la piacevole passeggiata di mezz’ora lungo la strada che costeggia il fiume e che porta fino alla fermata della metropolitana e, da qui, nella frenesia della City.
Metropolitana: Richmond (District Line; London Overground)

The White Horse

L’ultima destinazione è il White Horse, il posto dove mangio solitamente prima di lasciare Londra. In questo modo sono certa di avere ogni volta un ottimo ricordo della mia ultima cena in città. Si trova a Parson’s Green, un po’ fuori dalla zona più centrale, ma vale la pena del viaggio in metropolitana.
Il pub si affaccia su un piccolo parco, dove in estate vengono spesso organizzati dei barbecue: se il tempo è mite, si mangia fuori, o magari ci si ferma anche solo per una birra. Conosco questo posto da tempo, ma nonostante ciò non riesco a fare a meno di rimanere incantata ogni volta che varco la soglia dell’edificio ad angolo. Il bancone di legno, sulla sinistra, è sempre affollatissimo, come il resto del pub. Difficile trovare posto a uno dei tavoli utilizzati di solito per un drink prima di cena, o per una birra prima di rientrare a casa. Meglio prenotare uno dei tavoli in fondo al locale, tra le poltrone e i divani di pelle consunta.

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Si ordina da bere al banco: la lista tra cui scegliere è veramente estesa. Nel menu non manca mai il tagliere di formaggi con Cheddar, erborinato della Cornovaglia e caprino, serviti con marmellata di cipolle rosse. In estate si può iniziare con la zuppa di piselli e crescione, paté di fegato di pollo servito su pane tostato, prosciutto Black Combe con asparagi alla griglia, spalla di agnello brasata con purè di aglio e carote, hamburger con Cheddar e trota arrosto con patate e finocchio. E, se c’è ancora spazio per i dolci, una fetta di carrot cake, o chocolate brownie con gelato alla vaniglia.
Metropolitana: Parson’s Green (District Line).

Questo articolo è stato pubblicato in origine su Viaggi Low Cost

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Londra: cinque locali dove mangiare come un londinese ultima modifica: 2017-03-12T01:17:58+00:00 da Cudriec Rss

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