#DesertIslandRecords: i dischi che il prigioniero di viaggio porterebbe su un’isola deserta

Contenuti tratti dal nostro Blog Partner

Silvia Demik - The food traveler



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Silvia Demik – The food traveler

Un giorno, nella sala d’attesa del suo dentista, ad Alessia di Where Are Ale & Vale? è venuta in mente un’idea per un tag: si chiama #DestertIslandRecords e consiste nel fare una lista dei cinque album da portare su un’isola deserta. A differenza di quel figo del dentista di Alessia, il mio mette su dei CD più da centro estetico che da studio medico – avete presente gli uccellini, i grilli e i ruscelli? Anche per questo motivo l’invito a partecipare al tag mi ha messa un po’ in crisi. Sono stonata e quando ho in mente una canzone e voglio far capire a qualcuno di quale si tratta, provo a cantarla ma i risultati lasciano sempre a desiderare. Penso seriamente di essere affetta da quello che si chiama beat deafness: non sento il ritmo della musica, non ricordo le canzoni, invento le parole. Per fortuna però che c’è il mio prigioniero, oops, compagno: in viaggio ha la stessa utilità di una nave in un bosco, ma in questo caso approfitto della sua passione per la musica, e lascio che sia lui a partecipare a questo gioco.

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Ma siamo davvero sicuri di voler portare solo cinque album? C’è talmente tanto musicalmente che mi porterei dietro, da pensare di rinunciare a quasi tutto e vivere di cocco e acqua piovana per il resto dei miei giorni pur di avere i miei cd e vinili.

Difficile fare una classifica, cosa lasciare fuori? Ci provo, tralasciando i mostri sacri, altrimenti solo Zeppelin e Stones farebbero già chiudere la valigia.

The Clash – The Clash

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Ero un adolescente negli anni ’80 e non ero appassionato di musica, mi piaceva, ma i miei canoni di buona musica erano Gazebo, Sandy Marton e Alberto Camerini, per intenderci. Un giorno, un mio compagno di seconda media mi presta una cassetta con la custodia verde con tre tizi dalla faccia stralunata e la scritta The Clash. Non troppo convinto, la prendo e la porto a casa canticchiando Wild Boys… Arrivo in camera, la metto nel vecchio stereo Seleco dei miei genitori, schiaccio play e boom! È un colpo di fulmine, amore eterno. La prima traccia di The Clash è Janie Jones, la voce di Joe che canta “He’s in love with rock’n’roll, woah, He’s in love with gettin’ stoned woah, He’s in love with Janie Jones, woah, He don’t like his boring job, no” mi inchioda. Quel giorno mi si è aperto un mondo nuovo e meraviglioso, il punk, con tutte le sue sfumature: i Pistols, Ramones, New York Dolls, Gbh e tutto quello che ha fatto questo genere per la storia della musica. Tutto The Clash è fantastico, anche se a dire la verità tutta la discografia dei Clash dovrebbe avere un posto di rilievo nella Hall of Fame. “I’m so bored with the USA” per citarne una ma, ancora adesso – alla soglia dei 44 anni – quando sento l’intro di batteria di Janie Jones inizio a battere su due Tom-tom immaginari come un invasato emulando Topper Headon.

Beatles – Sgt. Peppers Lonely Heart Club Band

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Avevo detto che non avrei inserito i mostri sacri perché sarebbe stato troppo facile e bla bla bla, però puoi pensare di non portarti dietro questo capolavoro? Una collezione musicale che si rispetti può non avere il fab four dei Fab Four? Abbey Road, Revolver, White Album e Sgt. Peppers? No, non può e, visto che non posso portarmeli dietro tutti e quattro, scelgo tutta la vita questo. Vuoi mettere cantare a squarciagola la sera, sotto una palma “Lucy in the Sky with Diamonds”?

U2 – Achtung Baby

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LA PERFEZIONE! Non credo esista un album perfetto sotto ogni aspetto come Achtung Baby, di cui ogni traccia è un capolavoro. Ritenevo che The Joshua Tree fosse l’opera massima degli U2, ma quattro anni dopo questi mi escono con The Fly. Proprio l’anno della maggiore età e dalla patente (uscito tra l’altro cinque giorni prima dell’esame di guida). Il 1991 è stato un anno divertentissimo, uscivo con un gruppo di amici completamente fuori di testa, forse più che Achtung Baby, la mia colonna sonora del periodo era Sono un Ribelle Mamma degli Skiantos. Ma quell’album l’ho consumato a forza di ascoltarlo, cantarlo tutto da Zoo Station a Love is Blindness era il miglior modo per passare le mie giornate da studente poco studioso.
Nel 1993 vennero in Italia per lo ZooTV Tour e una serata di quell’estate fu una delle migliori della mia vita musicale.

Oasis – Definitely Maybe

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Era il 1994 ero ormai un alunno pluriripetente poiché, diciamoci la verità, la scuola era bellissima: perché andarsene così in fretta? È una mattina di settembre e stiamo andando a scuola su una Y10 verde, quando il mio compagno di classe mette su questo CD che gli aveva portato la sorella da Londra. Dire che è un album che ha segnato un’epoca è riduttivo, anche se in quell’anno la concorrenza era spietata, tra Dookie dei Green Day, Il Blue Album dei Weezer, Parklife dei Blur e Grace di Jeff Buckley, per citare i migliori. Ma gli Oasis spaccarono alla grande. Nella mia città c’era un locale abbastanza famoso nella zona, dove suonava musica alternativa: mettevano spesso gli Oasis, e la canzone di commiato a fine serata era puntualmente Married with Children che con Goodbye I’m Going Home dava un chiarissimo segnale che era ora di sbaraccare. In quel locale ho conosciuto Silvia, sono legato a questo album per quello che ha rappresentato in quel periodo della mia vita e che ancora oggi rappresenta.

Buffalo Tom – Let Me Come Over

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Mi sono imbattuto nei Buffalo Tom quasi per caso ed è stato amore a prima vista. Non ho particolari cose da raccontare su cosa abbia rappresentato per me questo album – chiamiamola empatia. Mi ha preso e ho apprezzato tutto di queste tracce. Credo che Porchlight, la traccia numero 10, sia una delle poche canzoni che potrei ascoltare in loop per tutto il giorno senza annoiarmi mai, quindi merita di essere portata sull’isola.

A malincuore mi tocca fermarmi qui, ma credo che senza fatica potrei fare la top 1000 degli album da portare su un’isola deserta.

Dovendo scegliere ho messo quelli a cui sono più legato, questa sera andrò a chiedere scusa nella mia nicchia di cd e vinili, a tutti quelli che ho lasciato fuori.

Quali sono i dischi che portereste con voi su un’isola deserta? Scrivetelo nei commenti o, se avete un blog, partecipate al tag #DesertIslandRecords citando Alessia di Where Are Ale & Vale? come ideatrice dell’iniziativa.

Cover photo © Pixabay

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#DesertIslandRecords: i dischi che il prigioniero di viaggio porterebbe su un’isola deserta ultima modifica: 2017-07-04T12:45:50+00:00 da Cudriec Rss

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