#ComeFareA… organizzare un viaggio a New York City

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Silvia Demik - The food traveler



New York è in assoluto una delle mie città preferite. Ci sono stata la prima volta più di dieci anni fa, e da allora ci sono tornata in altre occasioni: per lavoro, in vacanza, e per festeggiare un compleanno non troppo lontano. Quello è stato uno degli ultimi viaggi a NYC e, per qualche motivo, ne ho scritto pochissimo. Ma i ricordi sono ancora molto forti, come forte è il desiderio di tornarci presto. A un certo punto, qualche mese fa l’avevo quasi scelta come destinazione per il viaggio del mio compleanno, quando l’organizzazione della vacanza a Mosca sembrava troppo complicata. So che non riuscirò a resistere a lungo lontana da NYC e, nell’attesa di tornare, ho messo insieme qualche consiglio per chi avesse in programma una vacanza nella Grande Mela.

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Come arrivare a New York e come muoversi

Ci sono tre aeroporti principali: La Guardia, JFK e Newark. Tutti sono ben collegati con Manhattan da treni, bus e navette condivise. Da non escludere l’opportunità di raggiungere il centro in taxi, che è il mezzo di trasporto più veloce e più comodo. Forse non il più economico, a circa 45 dollari a tratta. Diffidate dai taxi non autorizzati per evitare di dover pagare una cifra superiore a quella concordata. Dunque taxi gialli con i quali sia stata stabilita la flat fare, ossia la tariffa fissa.

Per muoversi in città, come nella maggior delle metropoli, Uber è forse l’opzione più economica e veloce. Per gli spostamenti da un capo all’altro dell’isola si può fare affidamento al classico yellow taxi: basta fermarne uno per strada e dare l’indirizzo di destinazione. Un accorgimento: se volete andare al 116 della East 27th Street, è pressoché inutile dire il numero civico al taxista. Piuttosto, è meglio dire a quale altezza della strada o della avenue si desidera andare, fornendo l’indicazione dell’incrocio. Così, per arrivare al 116 della East 27th Street dovrò chiedere di essere portata alla East 27th Street and Park Avenue.

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Ho usato molto anche la metropolitana con la MetroCard, la tessera ricaricabile che si può compare a qualsiasi stazione della subway e che permette di risparmiare rispetto al prezzo del biglietto singolo.

Dove dormire a New York

Trovare un albergo centrale, pulito e a un prezzo ragionevole a Manhattan è difficilissimo. A New York mi sono ritrovata a dormire negli hotel più disparati: certi erano talmente spaventosi che nemmeno i peggiori bar di Caracas. In occasione di uno dei primi viaggi, nella stanza dell’hotel sulla Quattordicesima, ho trovato un topolino che correva dal letto alla scrivania; un’altra volta ho dormito in una stanza talmente fredda da essere costretta a indossare pigiama, calzettoni e maglione di lana per non fare la fine di Rob Hall durante la scalata dell’Everest. Poi ho anche prenotato una camera in un quattro stelle in zona Times Square senza dover vendere un rene perché ho trovato una super offerta. Ma quello è stato l’unico episodio fortunato. Non dimenticherò mai la settimana trascorsa nell’hotel che doveva essere smantellato negli anni Ottanta ma che, a distanza di trent’anni, era ancora lì. Probabilmente tende, moquette e coperte non venivano lavate dal giorno dell’inaugurazione.

La prossima volta che andrò a New York vorrei stare in un appartamento. Innanzitutto perché le tariffe sono più basse rispetto a quelle degli hotel, ma anche perché in questo modo si ha l’impressione di sentirsi, almeno per qualche giorno, uno del posto. Non so ancora se tornerò a New York quest’anno, ma nel frattempo ho già iniziato a dare un’occhiata alle opzioni. Per esempio su Hundredrooms, il motore di ricerca che mette a confronto le tariffe di diversi portali, ho già visto almeno due appartamenti che mi piacciono molto. Uno non lontano da Union Square: un bilocale con le pareti di mattoni a vista e i pavimenti in legno. Al mattino potrei passeggiare tra le bancarelle del farmers market, mentre esco per andare a comprare il caffè per la colazione. Oppure il loft in un ex magazzino di Brooklyn, con le vetrate dal pavimento al soffitto. Certo, poi bisognerebbe spostarsi ogni giorno verso Manhattan, ma vedere lo skyline di New York da DUMBO non ha prezzo. Union Square o Brooklyn? La scelta non è semplice, ma sono certa che in entrambi i casi, vivendo in un appartamento mi sentirei quasi come chi a NYC ci vive.

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Dove mangiare a New York

Il capitolo cibo meriterebbe tutta una serie di post a parte, che prima o poi scriverò. Partendo dalla colazione, l’errore più comune è di solito quello di cadere nella trappola di grandi catene come Starbucks o Dunkin’ Donuts con l’illusione che servano ottimi prodotti a prezzi convenienti. Meglio scegliere una delle tante bakeries o dei cafès che si trovano un po’ ovunque. Tra i miei preferiti, The City Bakery tra la 18th Street e la 5th Avenue, vicino a Union Square, e Amy’s Bread a Hell’s Kitchen.

New York Building

Anche per il pranzo conviene stare lontani dai vari Burger Kings e KFC. Per un pasto veloce, di buona qualità e a buon prezzo si può fare affidamento a uno dei food trucks sparsi lungo le strade di Manhattan che servono cibo preparato sul momento: alcuni sono specializzati in cucina messicano, in barbecue, in prodotti vegetariani, in bagels in tutte la varianti. Per chi ama gli hamburger, una tappa obbligatoria è The Corner Bistro nel Village, tra la 8th Avenue e la West 4th Street. Da provare anche Shake Shack, che ha la fama di servire i migliori cheeseburger di tutta la città: è presente a diversi indirizzi ma quello storico è a Madison Square Park.

Altro piatto da provare a NY è la pizza: se pensate che sia una ricetta italiana, vi sbagliate. Qui sono convinti che l’invenzione vada attribuita a un immigrato italiano. Forse le cose non sono andate proprio così, ma la “vera margherita di New York” che ho provato da Joe’s Pizza a Carmine Street era più buona di tante pizze mangiate in Italia. 

Tra i miei posti preferiti per la cena ci sono due ristoranti, uno a Manhattan, l’altro a Brookyln. Il primo è il Blue Smoke, tra la 27th Street e Park Avenue, noto per essere il regno del barbecue: ali di pollo grigliate, costine di maiale, pulled pork. Tutto accompagnato da tante birre artigianali. L’altro locale, a Brookyln, si può raggiungere a piedi con una passeggiata di quasi un’ora lungo il Brooklyn Bridge prima, poi attraverso il quartiere di DUMBO lungo le strade lastricate che portano a Vinegar Hill, dove ci sono ancora i vecchi magazzini utilizzati ai tempi in cui Brooklyn era una zona portuale.

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Sembra di essere in un paese di periferia, con le case basse e le rotaie ormai in disuso della vecchia ferrovia di Jay Street, costruita per spostare la merce tra i magazzini e il porto. I vecchi binari arrivano fino al Vinegar Hill House, un ristorante con un cortile interno dove ho provato per la prima volta il cast iron chicken, il pollo cotto in un tegame di ghisa, e la migliore torta di ricotta e pesche mai mangiata.

A questo punto mi chiedo come farò a resistere fino al prossimo viaggio a New York.

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#ComeFareA… organizzare un viaggio a New York City ultima modifica: 2017-07-01T12:46:02+00:00 da Cudriec Rss

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