#ComeFareA… organizzare un viaggio a Mosca: qualche consiglio

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Silvia Demik - The food traveler



Prima della partenza ero un po’ in ansia, nonostante fossimo riusciti a ottenere il visto per la Russia e tutti gli altri documenti per il viaggio. Le cose che mi spaventavano di più di Mosca erano due: il fatto di andare in un posto dove non si parla nessuna delle lingue che conosco, e le leggende metropolitane messe in giro da amici e conoscenti. Avete presente quelli che “uno che conosco mi ha raccontato”? Così, proprio prima di partire, una mia amica si era raccomandata di non lasciare creme e profumi in albergo perché le cameriere li rubano, mentre un’altra ancora mi aveva sconsigliato di prendere i taxi perché gli autisti ti portano a perdere se non consegni tutti i tuoi averi. Avevo anche letto dei terribili controlli della polizia, che a quanto pare è solita fermare i passanti per strada, chiedendo passaporti visti e quant’altro, minacciando i poveri malcapitati di portarli in cella. Non è successo niente di tutto ciò e non è che ci credessi, però un po’ di paranoia pre-partenza ce l’avevo. Anche perché ogni volta che dicevo a qualcuno che saremmo andati a Mosca per il mio compleanno, nove persone su dieci ci domandavano preoccupate: ma andate DA SOLI?

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Siamo andati da soli, siamo sopravvissuti e in cinque giorni nessun poliziotto ci ha fermato per chiederci nulla. Certo, ce ne sono in giro per strada e alle stazioni della metropolitana, e un paio di volte mi sono rivolta a loro per chiedere informazioni che mi hanno dato, con gentilezza.
Meglio quindi lasciare i preconcetti da parte e non credere alle storie che si sentono in giro: storie dettate più che altro dai pregiudizi verso una città che non spaventa assolutamente e nella quale ci si muove facilmente, con qualche piccolo accorgimento.

Imparare l’alfabeto cirillico 

Non è fondamentale, ma aiuta, soprattutto per leggere i nomi delle stazioni della metropolitana, delle strade e dei ristoranti. Può sembrare un’impresa impossibile, soprattutto al mio compagno di viaggio – quello che ama definirsi prigioniero – che al semaforo rosso non capiva perché ci fosse scritto Ctom. In realtà era un segnale con su scritto стоп, ossia un semplicissimo Stop. Per chi poi ne avesse voglia, non è male imparare alcune parole e frasi basilari.

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Con due o tre lezioni con un’amica bielorussa ho imparato l’alfabeto cirillico e qualche parola: per carità, leggo con la lentezza di un bambino di prima elementare e riesco a malapena a ricordarmi la differenza tra grazie e prego o tra buongiorno e buonasera, ma nonostante gli scarsi risultati sono comunque riuscita a cavarmela. Una sera a cena ho usato una delle tre frasi che ho imparato a lezione e cioè Где туалет, ossia dov’è il bagno? Il cameriere mi ha risposto in russo e io non ho capito una parola. Per fortuna anche a Mosca è sempre in fondo a destra.

Come procurarsi i rubli

Non sono riuscita a cambiare gli euro in rubli prima di partire perché è praticamente impossibile procurarsi valute così poco richieste. Con un po’ di agitazione sono partita con degli euro che avevo intenzione di cambiare una volta arrivata a destinazione, anche se immaginavo scenari da incubo del tipo e se nessuna banca di Mosca mi volesse cambiare i soldi oppure e se non funzionassero né bancomat né carte di credito. Sono leggermente catastrofica a volte ma non so se riuscirei a sopravvivere all’umiliazione di trovarmi al ristorante e non riuscire a pagare il conto. Per fortuna non è successa nessuna sciagura: anche se non ho trovato l’ufficio di cambio in aeroporto, appena arrivata in città ho prelevato un po’ di rubli al bancomat accanto all’hotel. Il giorno dopo sono entrata in una banca in un centro commerciale e ho cambiato i miei euro senza dover nemmeno mostrare un documento. 

Come muoversi a Mosca

La metropolitana è il modo più veloce di spostarsi a Mosca. Alla cassa o касса si acquista una scheda con un numero di corse variabili, per un costo di 55 rubli ciascuna (meno di 90 centesimi di euro). La signora della biglietteria non parlava inglese ma in qualche modo ci siamo capite: ci ha venduto una tessera da 20 corse, facendoci capire che sia io che il mio compagno dovevamo usare la stessa card, passandocela da una parte all’altra del tornello. Ci si avvicina alla barriera, si appoggia la scheda sul lettore ottico e si passa poi la card a chi sta dietro. Per noi può sembrare strano ma qui si usa così.

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Il fatto di aver imparato l’alfabeto cirillico mi ha semplificato molto la vita perché, se è vero che una volta a bordo dei treni i nomi delle fermate sono scritti anche in caratteri latini, purtroppo nelle stazioni gli stessi nomi sono di solito solo in cirillico. Così, se mi trovo per esempio alla fermata di Tverskaya e devo decidere verso quale binario dirigermi, devo riuscire a interpretare il cartello che indica le due diramazioni della linea con l’elenco delle fermate in cirillico. 

Bisogna fare attenzione anche ai cambi, tenendo presente che quando si deve passare da una linea all’altra, spesso la stazione cambia nome. Per esempio la stazione che sulla linea viola si chiama Puškinskaja, sulla grigia cambia nome e diventa Čechovskaja: in realtà è sempre la stessa fermata, che però ha due nomi diversi a seconda della linea.
Nemmeno le indicazioni delle uscite sono facilmente riconoscibili: basterebbe un semplice Exit o un Way Out, invece il cartello da cercare è quello di Выход в Город che vuol dire qualcosa del tipo “uscita verso la città”.

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Ho trovato molto comodo ed economico anche Uber, che avevo usato la prima volta ad Amsterdam. A Mosca in particolare è utile perché i taxisti raramente parlano inglese e l’app risolve il problema di spiegare dove vogliamo andare: si inserisce la destinazione, si aspetta la macchina e il gioco è fatto. I tempi di attesa sono brevi e anche quelli di percorrenza, soprattutto di sera, quando il traffico è più scorrevole, e il prezzo medio di una corsa si aggira tra i cento e i duecento rubli – nemmeno tre euro.

Quali app scaricare prima di partire

Una delle app che ho utilizzato di più è stata 2GIS, consigliata dalle ragazze di Italia Russia Corner. Si tratta di un’applicazione che funziona offline e che permette di trovare attività, negozi e attrazioni. È perfetta per esempio quando si esce dalla metropolitana e si vuole raggiungere un posto senza sapere bene in che direzione andare: si inserisce la destinazione e 2GIS ci guida fino alla meta, esattamente come farebbe Google Maps, però senza bisogno di internet.

Altro strumento utilissimo è Metro: si inseriscono la stazione di partenza e quella di arrivo, e dopo qualche instante verrà indicato il tragitto più breve, con i relativi cambi. Anche in questo caso l’app funziona senza connessione dati.

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Per Uber serve invece internet ma basta meno di un minuto affinché l’app localizzi la nostra posizione e confermi il servizio di pick up con la macchina più vicina. Una app simile che ho scaricato ma non utilizzato – semplicemente perché mi sono trovata benissimo con Uber – è Yandex Taxi, la versione russa del servizio di taxi inventato dagli americani.

Come vestirsi 

Avevo sentito parlare delle roventi estati moscovite ma le temperature sono state tutt’altro che roventi, con una minima di quattro e una massima di dodici gradi. Ha anche nevicato tre o quattro volte, dei temporali che invece di essere di pioggia sono di neve – durano al massimo un quarto d’ora ma in quel lasso di tempo fa davvero freddo. Poi magari torna il sole e se non c’è il vento si sta più o meno decentemente. È bene quindi portare maglie di cotone o di lana non troppo pesante, un cappotto di peso medio (di quelli che mia mamma chiama da mezza stagione) o un piumino leggero, sciarpa e berretto. 

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La sera, nei ristoranti, i moscoviti tendono a essere abbastanza eleganti, per non dire vistosi. Noi avevamo solo jeans, maglie e t-shirts in valigia ma nonostante ciò non ci siamo sentiti a disagio, nonostante fossimo quasi sempre i più informali di tutto il locale.

Cosa vedere, cosa fare e dove mangiare

Come tutte le metropoli, a Mosca le distanze tra una zona e l’altra sono notevoli. Per cui conviene avere un’idea di massima di quello che si desidera vedere, anche se poi si finisce quasi sempre per stravolgere i piani. Per esempio, nonostante non fosse in programma, un mattino abbiamo deciso di andare al VDNKh, il centro espositivo voluto da Stalin per glorificare la grandezza del paese. Non abbiamo però visto Gorky Park perché eravamo troppo stanchi.

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Avrei anche voluto andare a Sergiev Posad, una delle città dell’Anello d’Oro: è a meno di cento chilometri da Mosca, ma mi è stato sconsigliato di fare il viaggio in giornata per via del traffico congestionato sia in entrata che in uscita, soprattutto tra il venerdì e la domenica. Magari ci sarà una prossima volta.

C’è ancora tanto da raccontare a proposito delle cose da fare a Mosca, così come c’è tanto da dire su quello che ho mangiato e sui locali che ho provato, ma per questo ci saranno altri post.

Siete mai stati a Mosca? Avete altri consigli da dare a chi volesse organizzare un viaggio nella capitale russa? 

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#ComeFareA… organizzare un viaggio a Mosca: qualche consiglio ultima modifica: 2017-06-27T12:45:03+00:00 da Cudriec Rss

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