Burano, tra merletti e case colorate

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Anna Zielo - Il pensiero viaggiatore



L’isola di Burano è un gioiello colorato nella laguna di Venezia

Non ero mai stata a Burano, ma le foto su Instagram mi tormentavano da un po’, al punto da svegliarmi un sabato mattina, caricare la batteria della macchina fotografica e partire in macchina verso la laguna, verso un vaporetto che in pochi minuti mi ha portato verso l’isola colorata di Burano.

Burano è una delle isole della laguna di Venezia settentrionale ed è famosa proprio per i colori delle case e per la tradizionale lavorazione ad ago del merletto. Non è chiaro il motivo per cui le case siano tradizionalmente così colorate, ma si pensa che fosse per permettere ai pescatori e ai barcaioli di riconoscere la propria casa tra le nebbie della laguna.

Le case colorate di Burano

La leggenda della tradizione dei merletti invece narra che le sirene avrebbero tentato di ammagliare un pescatore, che invece ha resistito per amore della sua bella che lo attendeva a Burano. Per premiarlo la regina dei flutti gli donò una corona di schiuma per ornare il capo della sua sposa. Era talmente bella che le donne dell’isola tentarono di imitarla, dando vita alla scuola dei merletti di Burano, che sopravvive da qualche secolo.

Si dice che la città sia nata dalla migrazione degli abitanti della città romana di Altino, rifugiati in laguna per sfuggire agli Unni e ai Longobardi.

Mi ha rattristato vedere molte case in vendita, ma mi rendo conto che vivere a Burano possa essere ancora più complicato di vivere a Venezia. Circondati dalla bellezza ma con tutte le contraddizioni e i disagi del turismo di massa.

Come arrivare a Burano

Burano si può raggiungere comodamente con il vaporetto, sia da venezia che dal litorale del Cavallino.

Se si alloggia a Venezia è possibile prendere il vaporetto direttamente da Fondamenta Nuove e da qui visitare tutte le principali isole dalla laguna. Esistono anche gite guidate che con cifre intorno ai 20€ organizzano tour di più di quattro ore tra Murano, Burano e Torcello.

Se invece la vostra visita riguarda solo la città di Burano avete due opzioni:

  • arrivare a Venezia in treno o in auto (parcheggiando in uno dei parcheggi esterni alla città oppure a Mestre), prendere il vaporetto direttamente se siete disposti ad affrontare un cambio oppure camminare fino a Fondamenta Nuove e da qui prendere il vaporetto actv in direzione isole (Linea vaporetto Venezia Fondamente Nuove – Burano: circa 40 minuti con fermate nelle isole di Murano, Mazzorbo e Burano).
  • andare in macchina fino al litorale del Cavallino e qui prendere il vaporetto a Treporti, (Linea 12, direzione Fondamente Nuove).

Io ho optato per la seconda opzione!

In pochi minuti di vaporetto si arriva subito a Burano che è la prima fermata, godendosi la vista da lontano delle casine colorate e del caratteristico campanile storto. Burano è ufficialmente la più riconoscibile delle isole della laguna!

 

Burano vista dal mare

Anche se di breve durata il vaporetto è comunque costoso, la tariffa è di 7,5€ per tratta, a meno che non abbiate la possibilità di fare la ex “Carta Venezia”, attualmente chiamata Venezia Unica City Pass, nel link tutte le informazioni per la procedura di acquisto.

Se siete residenti in Veneto la carta, utilizzandola per il trasporto pubblico actv, vi costerà 20€ una tantum ma il biglietto actv per 75 min di navigazione vi costerà solo 1,50€. La tessera ha validità di 5 anni, quindi il costo dovrebbe essere unico per cinque anni di utilizzo.

Se si prevede di utilizzarla per almeno due gite a Venezia si ha già convenienza nel vincere la pigrizia e fare la tessera (giuro che prima o poi lo farò!).

Il vantaggio di prendere il vaporetto a Treporti è che mentre la linea Burano/Venezia è trafficatissima e c’è molta coda da fare per salire sull’imbarcazione, sulla tratta Burano/Treporti sarete soli soletti. A Marzo la differenza tra i 70m di coda per il traghetto verso Venezia e le tre persone in fila per quello verso Treporti era piuttosto evidente… non oso immaginare in alta stagione!

In agosto anche il litorale del Cavallino sarà molto trafficato, in quel caso l’unica opzione sarà armarsi di pazienza.

Le case colorate di Burano

Cosa vedere a Burano

Nessun itinerario. Lasciatevi trasportare percorrendo i canali, infilandovi nelle calli più strette per emergere in coloratissimi campi (in veneziano gli spazi aperti tra gli edifici) con la biancheria svolazzante stesa sui fili ad asciugare.

Sembra quasi che vi sia una ricercatezza nell’abbinamento colore dell’edificio/colore della biancheria stesa!

Panni stesi a Burano

Se potete accostatevi agli anziani che raccontano storie dell’isola e restate ad ascoltarli.

Io l’ho fatto e ho scoperto cose interessanti. Un signore vicino ad una casa azzurra raccontava che quando era bambino non c’erano docce nelle case dell’isola e quella casa ospitava le docce comunali, dove tutti si recavano per lavarsi.

Un’altra signora raccontava che i colori degli edifici sono liberi, ogni uno si può sbizzarrire, l’unico obbligo è quello di mantenere il bordo bianco attorno alle finestre.

Uno dei posti da vedere è la casa di Bepi Suà, coloratissima e dipinta con forme geometriche da Giuseppe Toselli, appassionato di cinema e pittura venuto a mancare qualche anno fa. Ogni giorno la sua casa prendeva un aspetto diverso, perché lui ogni giorno la dipingeva di nuovo con colori più vivaci e geometrie sempre nuove.

Ecco dove si trova la casa di Bepi Suà, non fidatevi dello street view che non è corretto, si trova proprio lì!

Attualmente la casa si presenta come era nel 1985, una scelta fatta durante il restauro del 2005, in cui si è dovuto scegliere tra i tanti aspetti assunti da questa casa negli anni per fermare lo scrostamento dei muri e rendere la pittura più resistente nel tempo.

La casa di Bepi Suà a Burano

Tornando in centro la piazza principale è stata costruita interrando un canale, ricavando così lo spazio per piazza Baldassare Galuppi e la chiesa di San Martino, con il caratteristico campanile storto a causa dei cedimenti del basamento, costruito su palafitte.

A piedi si può raggiungere l’isola di Mazzorbo, collegata da un ponte, più quieta e intima. Di quest’isola mi ha colpito la vigna murata di Venissa dove la famiglia Bisol ha recuperato il vitigno autoctono Dorona di Venezia da cui oggi viene prodotto un vino bianco ricercato dagli appassionati di tutto il mondo. E’ un luogo che sa di intimità e pace, un respiro prima di riportarsi tra le affollate calli di Burano.

Mazzorbo, la vigna di Venissa, per l’occasione con le montagne e la vela di una nave alle spalle

Per questa visita basteranno poche ore, si tratta di isole molto piccole, ma non basterà una vita a cancellare i colori di Burano dalla vostra memoria!

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Burano, tra merletti e case colorate ultima modifica: 2017-03-17T01:12:57+00:00 da Cudriec Rss

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